Redazione Academie Du Ballet Classique

Redazione Academie Du Ballet Classique

Romeo e Giulietta

14 Febbraio 2017 Repertorio Classico 2

Romeo e Giulietta

Teatro dell’Opera in Cecoslovacchia 30 Dicembre 1930

Coreografie Vania Psota

Musiche Sergej Prokofiev

Teatro Marinsky di Sanpietroburgo

Balletto in III Atti

Coreografie Leonide Lavrovsky

Molte altre le note coreografie ed arrangiamenti ,ricordiamo : Kenneth McMillan,John Cranko …

La più bella,nota e tragica storia d’amore di tutti i tempi,che ha avuto trasposizione in prosa, teatro,cinema,danza ,non poteva non rientrare nel repertorio della danza. Il balletto racconta, attraverso la musica di Sergej Prokofiev , le vicende amorose,tragiche e coinvolgenti dei due protagonisti del dramma: Romeo e Giulietta. Appartenenti a due nobili famiglie tra loro ostili,Montecchi e Capuleti ,i due giovani si innamorano perdutamente l’uno dell’altra e per tener fede a tale sentimento andranno incontro alla morte.

Atto I La scena si apre nella piazza della città di Verona, Romeo Montecchi si aggira tra la folla corteggiando la cugina di Giulietta, una Capuleti, senza esser ricambiato. Nel giro di poche ore con il sorgere del sole, tutti i cittadini si riversano nella piazza, cosicché nella confusione inizia uno scontro armato tra Tebaldo, un Capuleti, Romeo Montecchi ed i suoi compagni. Dimostrano di essere acerrimi nemici e di non conoscere tregua fin quando non interviene il Principe di Verona che interrompe le ostilià.

Intanto Giulietta, presa dallo scherzare con la nutrice,riceve la visita inaspettata nelle sue stanze, dei genitori intenti a presentarle il suo futuro marito Paride,un giovane aristocratico che hanno scelto per lei. Sono terminati i preparativi per festeggiare il compleanno di Giulietta, ormai quattordicenne, il ballo può avere inizio ed accogliere tutta l’aristocrazia veronese. Romeo, Mercuzio e Benvolio, celandosi il volto con una maschera prendono parte alla festa. Gli invitati si sono subito calati nelle danze e tra tutti e tutte spicca per bellezza ed eleganza la festeggiata, Romeo resta ammaliato dalla giovane donna,ma riconosciuto da Tebaldo è costretto ad allontanarsi. La serata è terminata, gli ospiti hanno lasciato la dimora dei Capuleti e Giulietta non riuscendo a prender sonno, si affaccia al balcone della sua stanza, pensando con aria trasognante all’incontro inaspettato appena avvenuto con Romeo.

Neanche il tempo di lasciar fluire tali pensieri che, il giovane Montecchi, si palesa nel giardino. I due si dichiarano amore reciproco. Atto II La piazza del mercato accoglie ancora Romeo ed i suoi compagni, ormai perso d’amore per la dolce Giulietta, immagina di sposarla e di coronare il suo sogno. Tali pensieri vengono interrotti dall’avvicinarsi della balia, messaggera di un’importante risposta: Giulietta acconsente a sposarlo in segreto. I due amanti si recano nella cappella di frate Lorenzo, il quale accetta di unirli in matrimonio nella speranza che le ataviche rivalità tra le due famiglie trovino in questa unione una risoluzione definitiva. Nella piazza del mercato , ancora una volta irrompono scontri tra Montecchi e Capuleti, assistiamo ad un duello mortale tra Tebaldo e Mercuzio .

Romeo, allora, è pronto a vendicare la morte del caro Mercuzio pagando con l’esilio questa decisione. Atto III Nella camera da letto di Giulietta i due amanti hanno consumato la loro unica notte d’amore, così allo spuntar dell’alba Romeo è costretto a lasciare le stanze dell’amata. Appena in tempo! I Signori Capuleti fanno il loro ingresso nella camera della loro giovane figlia accompagnati dal futuro sposo. Lei si rifiuta categoricamente di sposare Paride e cerca un aiuto nel frate Lorenzo.

Quest’ultimo le propone una strana soluzione: dovrà ingerire una pozione in grado di simulare una morte apparente, che le procurerà un sonno talmente profondo da sembrare, agli occhi degli altri, senza vita. A tal punto sarebbe stata seppellita nella tomba di famiglia, mentre Romeo, raggiunto ed informato dal Frate avrebbe poi portato lontano da Verona la giovane Capuleti. Giulietta procede con il piano, fa credere ai suoi genitori di essersi convinta sul giovane Paride e beve la pozione. Il giorno dopo i Signori Capuleti tornano nelle stanze della figlia e la trovano distesa sul letto apparentemente morta. Intanto Romeo, non ancora informato dal frate, crede alla notizia diffusasi della morte dell’amata e si precipita a Verona nella cripta della famiglia Capuleti. Vede il corpo esamine di Giulietta e ignaro del piano, si avvelena affranto dal dolore. Al risveglio Giulietta, vedendo Romeo senza vita si trafigge, uccidendosi e placando con la morte la disperazione di una vita senza il suo amato.

Manon

09 Febbraio 2017 Repertorio Classico 1

HISTOIRE DE MANON

Balletto in tre atti

Libretto e coreografia: Kenneth MacMillan

Musica: Jules Massenet (arrangiamento di Leighton Lucas)

Prima rappresentazione: Londra, Covent Garden, Royal Opera House, Royal Ballet, 7 marzo 1974

Ambientato a Parigi e dintorni, la prima parte del balletto vede protagonisti della scena Madame che giunge in una locanda molto frequentata, seguita da cortigiane ed attrici e Lescaut, il fratello di Manon, un giovane arrivista che cerca di concludere il miglior affare economico possibile sfruttando l’avvenenza della seducente sorella Manon. Quest’ultima, infatti, attira l’attenzione di quasi tutti i presenti, ma Lescaut è interessato soprattutto all’ evidente coinvolgimento emotivo mostrato da due facoltosi signori Monsieur Guillot ed un anziano signore che accompagna Manon nella locanda. L’avvenenza della ragazza non ha paragoni, finanche il giovane Cavalier des Grieux è profondamente innamorato di lei e, mentre, il fratello della donna è impegnato a trattare il miglior prezzo per la sorella, il Cavalier convince Manon a scappare con lui. Il ricco e potente Monsieur Guillot riesce a spuntarla, proponendo un’offerta così vantaggiosa da non poter essere rifiutata, si accorda, dunque, con Lescaut di diventare il nuovo protettore della giovane.

Manon e Grieux trascorrono momenti di indimenticabile felicità ed amore, tali da far ricordare al giovane di dover compilare una lettera per il padre che gli dia notizie certe della sua situazione attuale, così, mentre egli si allontana per spedire la lettera, Manon viene raggiunta dal fratello in compagnia del Monsieur Guillot. Entrambi la seducono con gioielli e pellicce e la convincono ad acconsentire ai loro piani. Tornato Des Grieux, trova ad attenderlo nella stanza, Lescaut, il quale gli offre del denaro per non cercare più Manon.

Si riapre la scena nel secondo atto, nuovamente ambientato nella locanda, tra il via vai delle ragazze con i ricchi clienti ,Lescaut è ubriaco, Manon con il nuovo ricco protettore si atteggia sfoggiando gioielli e pellicce che le sono stati donati, Grieux in preda alla disperazione cerca di ricondurre a se la giovane donna ,offrendole il suo amore ,ma nulla convince Manon fin quando quest’ultima architetta di raggirare al gioco delle carte il facoltoso Guillot con l’aiuto di Des Grieux.La partita truccata ha inizio ed i due cercano di sottrarre denaro al Monsieur, quest’ultimo, tuttavia, ben presto si accorge dell’inganno e risolve l’affronto a suon di spade .Nel caos generale i due giovani riescono a fuggire, così Monsieur  Guillot si dirige direttamente da Lescaut ritenendolo responsabile del dolo e del piano di fuga della sorella.. Manon e Des Grieux elaborano un modo pe lasciare la città, purtroppo vengono interrotti dal ricco protettore che sopraggiunto con le guardie fa ammanettare Lescaut ed arrestare Manon come prostituta. Nel trambusto della vicenda Lescaut resta ucciso.

Manon viene deportata su una nave insieme ad una colonia di prostitute e criminali, accompagnata dal giovane Des Grieux che aveva dichiarato di esserne il marito. Il Carceriere si invaghisce della donna e cerca di abusare di lei, interviene, dunque il suo amato, il quale riesce a sconfiggere il carceriere, cosicché i due possano finalmente fuggire.  Purtroppo le condizioni fisiche di Manon non le permettono di sopravvivere alla fuga, stremata da fatica e febbre, ella muore tra le braccia del suo amato.

Esmeralda

07 Febbraio 2017 Repertorio Classico 4

Balletto in tre atti e cinque scene tratto dal romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo

Coreografie in origine di Jules Perrot

Musica di Cesare Pugni.

Prima rappresentazione a Londra al Her Majesty's Theatre il 9 marzo 1844 con Carlotta Grisi (Esmeralda), Jules Perrot (Pierre Gringoire), Arthur Saint-Léon (Febo), Adelaide Frassi (Fiore di giglio), Antoine Louis Coulon (Quasimodo), Louis François Gosselin (Frollo), M.me Copére (Aloisa).

I personaggi sono gli stessi presenti nel romanzo e la trama del balletto è fortemente ispirata all’opera di Hugo. Esmeralda,la più bella gitana del villaggio,si unisce in matrimonio con il poeta Pierre Gringoire chiarendo che il suo ,è stato solo un atto caritatevole per evitare che il poeta fosse ucciso per mano del re gitano che lo voleva morto. Non si tratta ,dunque di un legame basato su un sentimento d’affetto ,tuttavia Gringoire si invaghisce della bella gitana. E come lui ,anche l’arcidiacono Frollo non ha occhi che per lei. Così,ossessionato dallo splendore di Esmeralda ne architetta il rapimento con l’aiuto del suo gobbo scagnozzo :Quasimodo. Quest’ultimo ,mentre cerca di attaccare la gitana, viene fermato dal capitano Phoebus,il quale difende a spada tratta Esmeralda. Nello scontro tra i due Esmeralda, mossa da compassione per il povero deforme,implora il capitano di risparmiargli la vita. Phoebus,non può non accorgersi della bellezza della ragazza,così,pur essendo già fidanzato con la giovane Fleur de Lys,dona ad Esmeralda una sciarpa che la stessa Fleur de Lys gli aveva regalato. Il giorno dopo la gitana partecipa alla grande festa di fidanzamento del capitano e porta con se la sciarpa che le era stata donata,inevitabilmente Fleur de Lys si accorge e riconosce quella sciarpa cosicchè infuriata rompe il fidanzamento. Il capitano e la gitana si allontanano dalla confusione incamminandosi,fino a giungere in una locanda,nella quale si dichiarano reciproco amore. Frollo,nel frattempo,non si è arreso,ha seguito i due giovani fino alla locanda ed ha rubato dalla stanza di Esmeralda un pugnale,quando meno se lo aspettano colpisce il bel capitano con l’arma che si è procurato e chiama le autorità. Queste ultime,vedendo Phoebus accasciato al suolo ,colpito dal pugnale della povera gitana, la incolpano immediatamente della morte del giovane e la portano via condannandola a morte. Il giorno seguente Frollo è pronto a gustare la propria vendetta ,la festa dei folli anima la piazza mentre Esmeralda sta per scontare la sua pena, quando appare alla festa Phoebus, vivo ed in salute e testimone del fatto che il vero artefice dell’attentato alla sua vita era Frollo. Esmeralda è innocente,di fronte all’evidenza Frollo, preso dall’ira, impugna un’arma pronto ad agire,ma viene tempestivamente disarmato da Quasimo che lo colpisce con un pugnale. I due innamorati sono finalmente riuniti.

Lo Spettro della Rosa

02 Febbraio 2017 Repertorio Classico 1

Libretto e coreografia Jean-Louis Vaudoyer

Coreografia Michel Fokine

Musica Carl Maria von Weber

Prima rappresentazione Montecarlo, Ballets Russes di Serge de Diaghilev, 19 aprile 1911

Atto unico, breve e intenso, ispirato ad un poema di Théophile Gautier, fu creato per i Ballets Russes di Serge de Diaghilev . Ruolo principale svolto da Nijinski che diede prova della sua preparazione tecnica ed artistica nell’impersonificazione astratta della rosa,sbalordendo il pubblico con il virtuoso salto dalla finestra aperta nella stanza in cui giace addormentata la ragazza. In tale opera Fokine si concentrò soprattutto sulla carica espressiva e artistica,uscendo stilisticamente fuori dal tecnicismo schematico della danza accademica. Dopo aver trascorso un’ idilliaca serata danzante,una ragazza fa ritorno a casa,ancora trasognante per la stupenda esperienza vissuta, probabilmente la prima, e guardando ed odorando la rosa che le è stata donata in quella immemorabile serata ,si addormenta su di una poltrona, sopraffatta da un misto di stanchezza ed emozioni. Il suo sogno si materializza, e ,fa il suo ingresso in scena, lo spettro di quella rosa che stringeva tra le mani .Si tratta di un giovane che impersonifica il fiore ,questi , ricoperto da petali, la coinvolge in un vorticoso walzer, danzano assieme,si scambiano affettuose carezze e,poi, tutto d’un tratto ,il giovane scompare ,svanisce, saltando dal finestrone da cui aveva fatto il suo ingresso. Un balletto che prende spunto dalle inquietudini emotive tipiche dell’età adolescenziale femminile,rappresentate con estrema abilità e, protagoniste di un’ espressività ed esecuzione artistica che sovrasta il classico virtuosismo tecnico, caratterizzante le altre opere di balletto, ed erge a protagonista della scena, l’animo umano.

Paquita

31 Gennaio 2017 Repertorio Classico 1

Balletto in due atti e tre scene

Libretto: Paul Foucher;

Coreografia: Jo¬seph Mazilier;

Musica:Edouard-Ma¬rie-Ernest Deldevez;

Prima rappresen¬tazione: Parigi, Opéra, 1 aprile 1846;

Marius Petipa ne allestì una versione a San Pietroburgo nel 1847 e nel 1881 elaborò una versione con aggiunte musicali di Léon Minkus ovvero “il Grand Pas Classique, la Polonaise e Mazurca, ed il Pas de Trois” nel primo atto . Siamo nel corso dell'occupazione napoleonica,in Spagna ,la protagonista Paquita,una sfortunata ragazza sottratta alle sue nobili origini dai gitani che l’ avevano rapita in tenera età,salva la vita di un ufficiale francese , Lucien d'Hervilly. Quest’ultimo era in pericolo poiché ricercato dal capo degli zingari pronto ad esaudire gli ordini del governatore spagnolo che lo voleva morto a tutti i costi. Paquita e Lucien si innamorano e affrontano insieme le infinite disavventure per poter coronare il loro sogno d’amore. Paquita riesce a fuggire dal gruppo dei gitani e nonostante un iniziale impedimento di forma,ovvero quello della diversità di rango tra i due, si scopre che la fanciulla è di nobili ori¬gini e i due finalmente posso procedere con le nozze. Innumerevoli le modifiche, gli arrangiamenti di tale balletto: da Balanchine, a Nureyev ,a Natalija Makarova per l’atto secondo, a Zarko Prebil con un divertissement per l’Accademia Nazionale di Danza. Molto spesso viene eseguito di tutto il balletto il Grand Pas Classique .

Fiamme di Parigi

26 Gennaio 2017 Repertorio Classico 3

Fiamme di Parigi

Balletto in 4 atti e 5 scene

Libretto: Volkov e V. Dmitriev;

Coreografia originale 1932: Vasily Vajnonen ;

 Musica: Boris Asafiev;

Prima esecuzione: Leningrado Teatro Ki rov 1932

 

Tale balletto fu prodotto nel 1932 con l’intento di ricordare i 15 anni della Rivoluzione di Ottobre.

Ambientato in un villaggio nei pressi di Marsiglia, nella prima parte, un nobile del luogo nel corso del suo abituale tragitto in carrozza, si imbatte nel figlio piccolo di un contadino.  Noncurante del bambino il postiglione procede nella cavalcata e lo travolge lasciandolo esamine sulla strada. Gli abitanti del villaggio si incamminano verso la dimora del nobile e una volta raggiunta l’assalgono e la devastano. Da qui incitati dal canto della Marsigliese, procedono armati verso Parigi.

Il vociare intenso dei popolani, ormai giunti in città, disturba il discorso di un nobile intento a raccontare la storia del proprio palazzo agli invitati della sua festa. Oramai le strade sono ghermite di contadini, cittadini, tutti uniti dalla brama di abbattere l’arroganza dei nobili, ballano e cantano e inneggiano al cambiamento.

Uno dei Signori del luogo, affacciatosi dalla propria residenza, minaccioso, invita il popolo, a bloccare la propria protesta per porre fine a tale subbuglio, ma le sue parole non trovano seguito, anzi, improvvisando un pulpito i rivoluzionari prendono la parola. Unitisi tutti in una danza dalle tradizioni popolari, la carmagnola, intonano la Marsigliese e si dirigono verso la Bastiglia che alla fine attaccano. Inizia così una dura battaglia che vede vincitori i ribelli, i quali per inneggiare alla loro liberazione si riversano nelle piazze di tutta la città e acclamano il loro trionfo.

Sylvia o La ninfa di Diana

23 Gennaio 2017 Repertorio Classico 3

Balletto in III atti

Musica :Leo Delibes;

Coreografia: Louis Merante,

Prima rappresentazione: Opera di Parigi 14 Giugno 1876.

Protagonista è Sylvia, ninfa della dea Diana ,che si diverte con le sue compagne in un parco sotto lo splendere della luna, attorno alla statua del Dio Amore .In un angolo ,ben nascosto Aminta,il pastore segretamente innamorato della ninfa,è intento ad osservare incantato gli scherzi delle ninfe. Malauguratamente ,viene scoperto e Sylvia, offesa dal sentimento del pastorello scocca una freccia contro la statua di Amore così da colpire Aminta. Quest ’ultimo,che si era gettato innanzi alla statua per proteggerla dal colpo, cade ferito mortalmente al suolo. La statua del Dio si vivifica e scaglia una freccia in direzione di Sylvia ,intanto, il cacciatore Orione,che aveva assistito alla scena ,appurata la morte di Aminta ,rapisce la ninfa e l’imprigiona in una grotta. Sylvia in preda alla brama di fuggire, implora il Dio Amore di aiutarla, in cambio sacrificherà a lui le sue armi. Così ,dopo aver circuito Orione ,inneggiando al Dio Bacco riesce a farlo ubbriacare e tempestivo Amore, accolta la richiesta della ninfa, accorre a liberarla .Nel mentre di tali vicende Amore aveva restituito la vita al povero Aminta svelandogli la sorte che aveva subito la sua povera amata ,allora, disperato per la scomparsa della ninfa, il pastore, si perde in uno straziante pianto .Si accorge ,senza perdere lucidità ,nonstante la sofferenza ,che sotto il velo di una schiava ,portata da un pirata , si cela il volto della bella Sylvia; i due si riuniscono ,ma neanche il tempo di ricongiungersi che sono costretti alla fuga rincorsi dal furioso Orione. Trovano riparo nel tempio della Dea Diana, tuttavia il cacciatore non si dà per vinto e si getta contro le porte del tempio con una scure indispettendo la Divinità. Questa si materializza e colpisce Orione con una freccia. Non contenta ,Diana,rivendica vendetta per l’oltraggio subito da Sylvia, la quale, dispiaciuta cerca di spiegarle il perché della sua rinuncia : l’amore per Aminta. A questo punto ,il pirata svela la sua reale identità: altri non è che il Dio Amore ,egli cerca di chiarificare alla Dea il gesto della ninfa convincendola ad unire, insieme a lui, i due giovani in matrimonio. Sono diverse le versioni esistenti di tale balletto : quella di Lev Ivanov e Pavel Gerdt per il teatro di Pietroburgo del 1901,quella di Frederick Ashton per il Covent Garden di Londra del 1952 oppure, ancora, la creazione nel 1950 di Balanchine ,un passo a due per il terzo atto del balletto… etc…

COPPELIA ovvero La ragazza dagli occhi di smalto

19 Gennaio 2017 Repertorio Classico 1

 

Si tratta di un balletto pantomimico tratto da un racconto  di E.T.A. Hoffmann.

Suddiviso  in tre atti , il libretto di Charles Nuitter e Arthur Saint-Léon ;

coreografia: Arthur Saint-Léon;

musica: Léo Delibes;

la prima rappresentazione: Opera di Parigi  1870.

Il Balletto è ambientato in un villaggio di un’ immaginaria Galizia la cui protagonista Svanilda,fidanzata con il giovane Franz ,si accorge del particolare interesse che il fidanzato mostra nei riguardi di una misteriosa e impassibile creatura: Coppelia. Gelosa di tale simpatia e credendo Franz invaghito di Coppelia,decide di penetrare nell'arcano atelier di Coppelius con le sue compagne .La misteriosa Coppelia appare sulla scena mentre legge, imperturbabile, il suo libro, dietro la finestra dell'officina di un fabbricante di giocattoli di nome Coppelius. Quest’ultimo viene visto dalla popolazione del villagio come una sorta di diabolico stregone ,incutendo sospetto e timore in chi si imbatte in lui. Non appena se ne presenta la possibilità Svanilda ,radunate le compagne, si intrufola nel laboratorio di Coppelius. Ebbene qui si apre uno scenario estremamente suggestivo :Ovunque bambole ed automi. Nel cercare Coppelia ,Svanida scopre che nascosta  dietro una tenda , seduta immobile, con il suo libro tra le mani anche la tanto temuta rivale in amore altro non è che una bambola meccanica. Al sopraggiungere di Coppelius, le ragazze si disperdono per non essere trovate, mentre Svanilda si nasconde, dietro un tendaggio.  Si introduce nel laboratorio anche Franz che sorpreso dallo stregone beve un filtro, elaborato da Coppelius, con proprietà narcotiche,cosicchè si addormenta . Coppelius, nella sua delirante follia, desidera trasferire l'anima di Franz alla sua bambola-capolavoro. Intuito ciò, Svanilada ,si sostituisce al fantoccio meccanico e beffandosi del vecchio stregone risponde ai comandi di quest’ultimo fingendo di essersi  animata: si muove,danza ,cammina, acquistando comportamenti tipicamente umani. Al risveglio di Franz,gli viene spiegato che Coppelia è solo una bambola ed i due fuggono, lasciando Coppelius nell’ atroce dolore di aver capito l’inganno e di non esser riuscito a realizzare il suo folle intento. Tutto il villaggio in festa si raduna davanti al castello del Signore del luogo e acclama Svanilda e Franz uniti in matrimonio dal borgomastro in occasione dell’inaugurazione della nuova campana. Un festoso divertissement finale chiude il balletto.

Coppelia rappresenta ,tra i balletti,una vera e propria commedia .

DON CHISCIOTTE

17 Gennaio 2017 Repertorio Classico 1

Balletto in un prologo e quattro atti.

Coreografia e libretto: Marius Petipa;

Musica: Ludwig Minkus;

Prima rappresentazione: Mosca 1869

Nel prologo del balletto vediamo il vecchio hidalgo Don Chisciotte che, imbevuto di letture antiche, decide di compiere nobili gesta cavalleresche nel nome della dama dei suoi sogni, la bella Dulcinea. Dopo aver nominato il suo fedele servitore Sancho Panza suo scudiero , i due partono per l'avventura. Giunti in un villaggio Sancho Panza , viene preso in giro dagli abitanti a causa del suo buffo aspetto. Don Chisciotte, vedendo Kitri(protagonista del balletto), la figlia dell'oste, immagina di identificare in lei la sua Dulcinea. In realtà il balletto è incentrato sulle vicende amorose di Kitri e Basilio,il barbiere del villaggio, lasciando la figura di Don Chisciotte sullo sfondo in secondo piano,per cui ripercorre la storia d’amore fra i due protagonisti .Dopo infinite peripezie dovute all’opposizione dei genitori di Kitri intenti a coniugarla con il ricco e sciocco Gamasce, i due riusciranno alla fine a sposarsi . Il 2° atto vede Don Chisciotte e Sancho Panza arrivare in un accampamento di zingari e qui Don Chisciotte, scambiando i mulini a vento per cattivissimi giganti ,si lancia contro di essi, restando inforcato ad una delle pale e poi trascinato in aria. Nel 3° atto Don Chisciotte sogna di trovarsi in un giardino incantato dove danzano per lui driadi bellissime. Gran parte del 4 atto è, invece, costituito da un divertissement in cui Kitri e Basilio interpretano un famoso Grand pas de deux spesso eseguito staccato dal contesto come pezzo di virtuosismo . Dopo questa prima versione Marius Petipa nel 1871 si preoccupò di creare una nuova coreografia per Pietroburgo,conservando molte parti della precedente ed inserendone di nuove. A questa versione seguì quella di Aleksandr Gorskij elaborata per il teatro moscovita nel 1900 e da qui in poi,una serie di diverse elaborazioni e versioni ; ricordiamo sicuramente la produzione di Nureyev, quella di Zarko Prebil e tante altre coreografate negli anni fino a giungere ad oggi.

Halloween Party - Academie du Ballet Classique

30 Ottobre 2015 Blog 0

La danza come tutte le discipline sportive e culturali serve per creare legami e relazioni sane.

La Nostra accademia incoraggia le relazioni interpersonali stimolandole con attività complementari che hanno lo scopo di rafforzare l’autostima ed il senso di appartenenza al gruppo. Oggi è stato bellissimo raccontare storie “PAUROSE” divertirsi a cambiare il proprio aspetto mascherandosi e scoppiare palloncini ripieni di caramelle.

“Bimbe vedervi crescere e diventare ogni giorno più preparate ed unite mi riempie di gioia e mi spinge a ricercare ogni giorno novità per migliorare insieme.”

L'Accademia

Academie Du Ballet Classique , ad Avellino in Corso Vittorio Emanuele (Galleria Magnolia) vi accoglierà tutti i giorni con professionalità e dedizione per formare ballerine e ballerini.

Lunedì al Venerdi : 16:00~20:30

Telefono: (+39) 340 31 75 024